Nel mondo sempre più frenetico di oggi, sembra quasi che persino le vacanze debbano essere organizzate con le stesse modalità e tempistiche del lavoro: itinerari serrati, numerose attrazioni da concentrare in pochi giorni, liste di attività da spuntare…Se sei solito tornare dai tuoi viaggi stanco e stressato, con la sensazione di aver visto tutto di corsa senza davvero aver assorbito l’essenza del posto, sappi che l’alternativa esiste: praticare lo slow travel.
Vivere ogni momento del viaggio con consapevolezza e rallentare non solo è possibile, ma è anche (a nostro parere) il modo migliore per creare una connessione profonda con i luoghi e le persone che incontrerai durante il tuo cammino. Ne era ben consapevole il critico d’arte vittoriano John Ruskin, che scrisse queste straordinarie parole: “Vi fu sempre nel mondo assai più di quanto gli uomini potessero vedere quando andavano lenti, figuriamoci se lo potranno vedere andando veloci”.
Il turismo di oggi talvolta appare come una catena di montaggio. Perché non spezzare questa catena per vivere appieno la gioia della scoperta, giorno dopo giorno? L’essenza dello slow travel è proprio questa: esplorare perdendosi piacevolmente, senza una meta precisa, osservare da un punto di vista privilegiato la vita che scorre pulsante intorno a te, scoprendo luoghi inediti e riflettendo sulle differenze culturali, scegliere sempre l’autenticità.
A parole sembra semplice. Ma forse potrai pensare che il viaggio rilassato e profondo sia un lusso per pochi privilegiati, praticabile solo da chi ha la fortuna di poter gestire autonomamente le proprie ferie o da giovani backpackers che hanno a disposizione tutto il tempo del mondo. Non è così: come vedrai, lo slow travel è una filosofia alla portata di tutti, indipendentemente dalla tua età, dal tuo budget e dalle caratteristiche della tua vita lavorativa!
Ti invitiamo a rallentare fin da ora, prendendoti il tempo necessario per leggere e riflettere su questo articolo. Scopri con noi cosa significa davvero “to travel slow” e perché sempre più persone di tutto il mondo adottano questo approccio rilassato al viaggio. Te lo assicuriamo: quando avrai assaporato i vantaggi dell’esplorazione lenta e consapevole, non vorrai mai più tornare indietro!
Cos’è lo slow travel?

Prima ancora che un modo di viaggiare, lo slow travel è una filosofia che pone al centro l’esperienza consapevole. In pratica, il concetto si basa sull’idea che il viaggio non dovrebbe essere costituito da una semplice lista di luoghi da visitare (magari nel più breve tempo possibile), bensì una straordinaria opportunità per immergersi nella cultura locale, conoscere la gente e le consuetudini del posto e, più in generale, assaporare ogni istante senza fretta.
Le sue origini si ricollegano direttamente al movimento Slow Food, che è nato proprio in Italia come risposta alternativa al fast food e alla crescente globalizzazione della cucina. Lo stesso principio può essere applicato ai viaggi: meno spostamenti rapidi (anche a costo di sacrificare alcune attrazioni), più tempo per apprezzare tutti i dettagli.
La differenza principale tra turismo “tradizionale” e slow travel non sta tanto nella durata della tua vacanza, quanto nel modo in cui puoi vivere la destinazione. Se finora sei abituato a passare da una città all’altra, senza perdere neppure una tappa tra quelle inserite nella guida turistica, prova a fare qualcosa di diverso, semplificando e adottando un’ottica minimalista.
Qualche esempio?
Hai solo due settimane di ferie e sei affascinato dal sud America? Non costringerti a visitare Cile, Argentina e Uruguay a tappe serrate, ma prova a limitarti alla sola Buenos Aires: ti assicuriamo che, tra vasti musei, splendidi parchi, intrattenimento e ristoranti, potrai scoprire la vera anima della città e magari, chissà, iniziare a ballare il tango.
Una settimana di ferie? Perfetto. Anziché affrontare lunghi voli internazionali, senza neanche il tempo di riprenderti dal jet lag, dedicati alla scoperta delle meraviglie del nostro Paese, scegliendo una tra le migliori mete in Italia, da scoprire con occhi nuovi e aperti a tutte le possibilità.
Se hai solo un fine settimana, potresti essere tentato da una popolare offerta last minute per una capitale europea. Tieni presente che però potrebbe essere un viaggio molto compresso. Che ne dici invece di esplorare un piccolo gioiello come Busseto, con il suo magnifico Museo Giuseppe Verdi, o trascorrere un paio di giorni al lago, tra Peschiera, Sirmione e Lazise?
Approfitta di una giornata libera per evitare di metterti in autostrada: puoi scoprire nuovi angoli della tua città, vivendoli proprio come un turista. Per esempio, se vivi nella capitale della moda scegli un quartiere o un’attrazione che non conosci, o goditi uno dei musei di Milano che non hai ancora visitato.
Insomma, inizia riducendo le tappe e assaporando veramente la quotidianità del luogo che scegli di visitare. Potrai fare esperienze che i turisti frettolosi in genere si perdono, come una piacevole conversazione in un caffè, una cena improvvisata con persone appena conosciute, la scoperta di una libreria nascosta o di una deliziosa boutique artigianale.
Slow travel vs turismo “mordi e fuggi”
Intendiamoci. Non c’è assolutamente nulla di sbagliato nei classici viaggi organizzati, e lungi da noi giudicare dall’alto in basso chi sceglie una vacanza di questo tipo. Anche perché, lo sappiamo bene, in alcuni casi un tour tradizionale può essere la tua unica opportunità di approfondire in pochi giorni una meta che sognavi da tanto tempo, come la magnifica città di Marrakesch, con le sue numerose attrazioni storiche e culturali.
Senza contare un altro fattore: ci sono delle destinazioni che, a meno che tu non sia un esperto esploratore, sono praticamente impossibili da visitare senza l’appoggio di guide e itinerari prestabiliti. È il caso, ad esempio, delle Isole Svalbard, un luogo tanto affascinante quanto difficile da visitare da soli, a causa del clima rigido, della difficoltà di ottenere permessi per spostarsi e dell’eventuale pericolo rappresentato dalla fauna selvatica, soprattutto gli orsi.
Insomma, come hai capito qui non si tratta assolutamente di fare una classifica per affermare che un tipo di vacanza sia migliore di un altro, né di riproporre l’ormai trita e ritrita contrapposizione tra “turisti” e “veri viaggiatori”, che riteniamo discriminante e priva di ragion d’essere. Tutto quello che ci sta a cuore è proporti una visione alternativa, per allargare i tuoi orizzonti permettendoti di esprimere al meglio il tuo personale stile di viaggio.
Perché sempre più persone oggi scelgono lo slow travel?

Negli ultimi anni, lo slow travel sta guadagnando una popolarità crescente poiché, come abbiamo appena visto, sempre più viaggiatori preferiscono abbandonare il turismo di massa per entrare in contatto con la cultura locale in maniera più profonda, vivendo esperienze inedite, più autentiche e in tutto relax. Entrano in gioco, poi, altre motivazioni fondamentali.
Per esempio, c’è l’aspetto sempre più importante della sostenibilità ambientale. È vero che le compagnie aeree stanno iniziando a preoccuparsi di ridurre l’impronta ecologica, ma non si può certo negare che volare sia al momento il modo in assoluto più inquinante di spostarsi. Viaggiare più lentamente, al contrario, ti porterà a scegliere altri mezzi più ecologici, come il treno, la bicicletta o le tue stesse gambe: hai mai pensato di intraprendere un itinerario a piedi in Europa, come il famosissimo Cammino di Santiago?
Inoltre, è ormai noto che il turismo di massa può avere effetti negativi sulle destinazioni più gettonate, generando fenomeni ormai largamente studiati dagli esperti quali l’overtourism e la gentrificazione, a discapito della popolazione locale. Viaggiare lentamente, al contrario, contribuisce a sostenere economicamente le comunità del posto. Come? È molto semplice:
- soggiornando in strutture gestite da residenti, anziché in hotel (e questa è anche un’ottima opportunità per condividere momenti insieme e fare amicizia),
- scegliendo ristoranti locali, magari non recensiti su Tripadvisor e di solito situati al di fuori delle aree più turistiche,
- scovando i tuoi souvenir di viaggio in mercati locali o piccole attività artigianali,
- svolgendo attività di volontariato all’estero per un’esperienza umana profonda e contribuire nel tuo piccolo a risollevare situazioni disagiate in Paesi meno fortunati.
E poi, hai mai vissuto momenti di stress post vacanziero, come quello che gli psicologi chiamano “sindrome da rientro” o “post vacation blues”? È stato dimostrato che tornare da una vacanza frettolosa, organizzata con ritmi serrati, è uno dei fattori che può contribuire a farti vivere questa spiacevole condizione, costringendoti a tornare al lavoro con più stanchezza che benessere. Praticare lo slow travel invece ti permetterà di rientrare a casa rigenerato e arricchito di tante esperienze.
Consigli per organizzare il tuo primo viaggio in “modalità slow”

È la tua prima volta? Non ti preoccupare, siamo qui apposta! Prima di partire per il tuo primo viaggio in puro stile slow travel, ti invitiamo a prendere in considerazione alcuni aspetti.
- Definisci le tue motivazioni e aspettative. Perché vuoi vivere questa esperienza? Ti interessa rilassarti e riflettere, scoprire una nuova cultura, fare volontariato o magari apprendere le basi di una nuova lingua? Avere chiare le tue motivazioni ti aiuterà a scegliere la meta e a selezionare con cura le tue attività, senza sovraccaricarti né sentirti in obbligo di visitare tutto.
- Hai la possibilità di viaggiare per un lungo periodo? Se hai ferie arretrate da sfruttare o puoi organizzarti come libero professionista, ti sveliamo un segreto: il viaggio a lungo termine può venirti a costare molto meno di uno breve. Sembra un paradosso, vero? Ma è proprio così, ed ecco perché.
- Se raggiungi una meta lontana, ammortizzi il costo del biglietto aereo.
- Un affitto breve ti costerà molto meno di un soggiorno in hotel (considera, ad esempio, gli sconti di Airbnb per le permanenze di almeno un mese).
- Avere più tempo e meno compressione ti permetterà di risparmiare mangiando in ristoranti locali, di trovare attrazioni gratuite (magari assenti dalle guide) e, se scegli un alloggio con cucina, di abbattere ulteriormente i costi preparando una parte dei tuoi pasti in casa.
- Organizzarti da solo, magari prendendo come spunto alcuni dei migliori travel blog, consente di risparmiare sugli alti costi delle agenzie di viaggio.
- Qualunque sia la tua meta e indipendentemente dalla durata del tuo viaggio, mantieni un itinerario flessibile. Ovviamente organizza con cura aspetti quali documentazioni, visti e assicurazione di viaggio, ma al di là di questo non pianificare tutto nei minimi dettagli. Una volta sul posto, lasciati guidare dall’ispirazione e impara a improvvisare.
- Non farti abbattere dagli imprevisti. Senza un tour organizzato in agenzia, cambiamenti e imprevisti sono più frequenti. Non ti preoccupare, ci siamo passati tutti: mantieni sempre la calma e vedrai che imparare a cavartela da solo lontano da casa sarà un grande boost per la tua autostima, insegnandoti nuove strategie e aiutandoti ad affrontare con il sorriso tutte le sfide della vita quotidiana anche dopo il rientro.
Un viaggio in modalità slow travel richiede quindi una mentalità aperta e la disponibilità a cambiare, uscendo dalla tua comfort zone. Sei pronto a vivere un’avventura diversa? Non importa se durerà una settimana, un mese o un anno, non importa se esplorerai mete lontane nel sud est asiatico o resterai dentro i confini nazionali: sarà un’esperienza autentica, consapevole e arricchente sotto ogni punto di vista.