Quanto costa un cammello? Prezzo medio, valore e consigli utili

Sei in vacanza in Egitto, Marocco o Giordania e sogni di fare un’esperienza da Lawrence d’Arabia? Ecco come trovare un cammello per un tour o una fotografia, con consigli utili sui prezzi e sul rispetto per gli animali
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Chi di noi, durante una vacanza in un Paese mediorientale, non si è mai posto, almeno una volta, la fatidica domanda: quanto costa un cammello? È capitato anche a noi di OltreConfine!

Certo, nel 99% dei casi non si tratta ovviamente di volerlo acquistare davvero, ma più banalmente di capire se ha senso affittare un cammello per un tour, quanto si paga per fare una magnifica foto sulle dune del deserto o per una mini-escursione in sella, senza però farsi spennare.

Se hai in programma un viaggio in Marocco, in Egitto o magari in Giordania, è molto probabile che ti troverai davanti a qualche animale bardato a festa, pronto a farsi fotografare con te. Il punto è: quanto costa salire? Quando conviene davvero? Come evitare le classiche trappole per turisti? E poi, piccola parentesi: i cammelli si affittano o si comprano davvero?

Non stiamo scherzando del tutto perché, a voler essere sinceri, questa storia dei cammelli sfocia spesso nel surreale; specie se sei una viaggiatrice solitaria. Ti potrà capitare (come è successo a me e non solo una volta) di sentirti proporre con estrema nonchalance un prezzo in cammelli per la tua mano. Un classico intramontabile, che merita almeno un paragrafo.

Preparati quindi a scoprire tutto ciò che c’è da sapere su prezzi, esperienze e piccoli consigli pratici per goderti una cavalcata nel deserto… senza lasciarci le penne. Ti auguriamo buona lettura!

Quanto costa affittare un cammello in vacanza?

Affittare un cammello

Se stai pianificando una gita nel deserto o una visita alle Piramidi di Giza, ti starai probabilmente chiedendo, come molti viaggiatori, quanto costa affittare un cammello per qualche foto o una breve escursione. La risposta non è mai univoca, perché i prezzi cambiano molto a seconda del Paese, della zona, della durata del giro…e, soprattutto, della tua abilità nel contrattare. Proprio come nei bazar.

L’esempio classico è l’Egitto: davanti alle Piramidi di Giza, il prezzo richiesto inizialmente è di solito esorbitante: 40 o 50 euro per appena dieci minuti. Ma la cifra reale non supera i 10 – 15 euro per una passeggiata breve, soprattutto se sai contrattare con fermezza e in modo gentile (puoi farlo in inglese, lingua parlata da quasi tutti a Il Cairo).

In Marocco, nelle zone più turistiche tipo Merzouga, aspettati cifre simili per escursioni di un’ora; per tour più lunghi (al tramonto o con pernottamento in tenda) il costo ovviamente sale, ma se comprende anche una cena in tenda e una guida berbera può davvero valerne la pena.

Un esempio concreto? Su Viator una classica escursione al tramonto parte da circa 15 euro. In Giordania, un giro sul cammello nel Wadi Rum parte da 15 – 20 euro e può superare tranquillamente i 100 se si tratta di esperienze giornaliere o personalizzate in base alle tue esigenze. Ma, quando ti affidi a un rivenditore di terze parti, almeno hai il vantaggio di trovare prezzi chiari e senza spese nascoste.

Attenzione però ai “servizi inclusi”: spesso ti verranno proposte foto “gratuite”, ma al momento di scendere dalla sella i proprietari ti chiederanno una mancia extra. E in alcuni casi si paga persino per scattare foto senza salire!

Il nostro consiglio, quindi, è di chiarire tutto prima: prezzo, durata e cosa è incluso. E ricordati: affittare un cammello è certamente un’esperienza divertente e folkloristica, ma deve restare serena anche per l’animale. Se ti sembra stanco, denutrito o maltrattato, evita senza alcuna esitazione.

I cammelli si comprano davvero?

Tecnicamente, sì. In molte zone dell’Africa e del Medio Oriente, i cammelli si comprano e si vendono regolarmente: non certo per farli cavalcare ai turisti, ma per motivi economici, agricoli o anche cerimoniali. Il prezzo dipende in base alla razza, alla salute dell’animale, all’età e allo scopo per cui viene acquistato. Un dromedario da soma, ad esempio, costa dai 700 ai 1500 euro, ma per un esemplare da corsa o da allevamento selezionato si può arrivare a 10.000 euro o più.

Detto questo, non ti preoccupare: se stai cercando solo un giro nel deserto o una foto pittoresca, affittare un cammello ti costerà molto ma molto meno.

Anzi, per esperienza personale, come accennato a volte non serve nemmeno il denaro.

Una volta, in Egitto, mi è stato detto con tono serissimo: “Offro cento cammelli a tuo padre”.
Sfortunatamente per il proprietario, mio padre non era in trattativa. Ma la frase resta uno dei grandi classici rivolti alle viaggiatrici in medio oriente, il classico mix di ironia, corteggiamento e folklore locale che, a seconda del contesto, può strappare una risata… o un “la-a” (“assolutamente no”) molto fermo.

I posti migliori dove affittare un cammello

Affittare un cammello

Non c’è una risposta univoca per chi, come te, si chiede quanto costa un cammello, perché tutto dipende dal contesto. In alcune località, si tratta di un’attrazione puramente turistica. In altre, invece, può diventare un’occasione per rallentare, in puro stile slow travel, immergersi in un paesaggio ancestrale e conoscere una cultura profondamente legata a questo animale. Vediamo insieme i tre luoghi dove affittare un cammello è più frequente, e soprattutto dove può avere davvero senso farlo.

Egitto (zona piramidi di Giza)

A Giza (zona sud del Cairo) il cammello è naturalmente parte dello scenario, come le piramidi, la sabbia e i venditori di souvenir. Ma, proprio per questo, l’esperienza rischia di essere poco autentica e molto turistica. I giri sono brevi, spesso di pochi minuti, e possono costarti davvero tanto se non contratti. Poi, ti proporranno foto, pose in costume, persino mini-video: tutto molto scenografico, ma non sempre rispettoso per l’animale.

Accordati prima su prezzo, durata e mancia. E, soprattutto, osserva bene le condizioni del cammello. Alcuni sono sfruttati oltre il limite, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso turistico. Se vuoi comunque provare, fallo con consapevolezza, o cerca un contatto locale fidato che lavori fuori dai grandi gruppi. In alternativa, puoi goderti le Piramidi a piedi o con un’escursione privata: ti garantiamo che non perderanno alcun fascino.

Marocco (Merzouga e l’Erg Chebbi)

Nel sud del Marocco, ai margini del deserto del Sahara, affittare un cammello non è solo una mera questione di folklore. Al contrario, è un modo per vivere un’esperienza veramente indimenticabile tra le dune. A Merzouga, molte escursioni includono il giro al tramonto o all’alba, con arrivo a un campo tendato berbero dove potrai cenare sotto le stelle, ascoltare musica tradizionale e magari dormire in una khaima.

I cammelli Tenuti dai berberi del Marocco sono solitamente in buone condizioni, e la presenza di allevatori e di guide locali rappresentano una garanzia per vivere una giornata all’insegna dell’avventura e rispettosa degli animali. Se preferisci non salire, di solito c’è l’opzione di unirti al gruppo a piedi o in 4×4: il paesaggio resterà comunque indimenticabile. E se ti affezioni al tuo cammello? Succede più spesso di quanto immagini!

Giordania (Wadi Rumi)

Nel Wadi Rum, l’esperienza è completamente diversa. Qui infatti affittare un cammello significa spesso attraversare un tratto di deserto come parte di un itinerario più ampio, gestito direttamente da famiglie beduine. Gli animali, come vedrai, non sono solo mezzo di trasporto: sono parte integrante della vita quotidiana. La tribù degli Howeitat, ad esempio, ancora oggi tramanda l’allevamento, le corse tradizionali e l’artigianato legato al cammello come elementi centrali della propria economia e identità.

Un’ora in sella nel Wadi Rum non è solo una classica passeggiata turistica, bensì un modo per ascoltare il silenzio, perdersi nel paesaggio e rallentare sul serio. Le guide locali, veri custodi del deserto, ti accompagneranno con discrezione, raccontandoti la storia di una terra viva, che respira lentamente. Il costo, va detto, è più alto rispetto alle altre mete citate, ma la qualità dell’esperienza (e la consapevolezza di sostenere davvero la comunità locale) fa tutta la differenza.

Cammelli e dromedari…o bufale per i turisti?

Affittare un cammello

Sorpresa! Quello che durante una vacanza puoi chiamare “cammello” è, nella strangrande parte dei casi, un dromedario. Ha una sola gobba (non due) ed è l’animale più diffuso in Egitto, Marocco e Giordania ma anche in altri Paesi nordafricani e mediorientali. Il vero cammello, quello con due gobbe, vive infatti in Asia centrale e non ha nulla a che vedere con le foto da cartolina sulle dune.

La confusione è completamente comprensibile: in molte lingue infatti (italiano incluso) i due termini vengono usati in modo intercambiabile, come se la distinzione non esistesse, e invece c’è eccome. E non è solo zoologica: cambia anche il carattere dell’animale, la sua resistenza e la sua andatura. I dromedari, ad esempio, hanno un’andatura più ondeggiante e sono più veloci. Non a caso vengono scelti per le escursioni turistiche.

Un altro equivoco molto diffuso riguarda le tipiche frasi da dépliant, tipo “non puoi dire di essere stato in Marocco se non hai fatto un giro sul cammello”. Ecco, no. Puoi dirlo eccome. Viaggiare non significa spuntare, bensì vivere appieno la meta prescelta apprezzando ciò che davvero può offrirti.

Insomma, se vuoi sapere quanto costa affittare un cammello (o un dromedario) per goderti il deserto a passo lento come in un film di Lawrence d’Arabia, sappi che è un desiderio più che legittimo. Ma non sentirti obbligato.

Consigli utili per un’escursione etica (e priva di fregature)

Affittare un cammello può essere un’esperienza memorabile, ma come ogni attività che coinvolge animali e turismo, richiede attenzione e consapevolezza. Prima di tutto: osserva l’animale. Ha gli occhi lucidi? Si muove con scioltezza? Le ginocchia anteriori sono troppo piegate, o sembra ferito? Se lo vedi legato stretto, sfinito o imbizzarrito, rinuncia. Meglio una foto a distanza che un’esperienza a spese del suo benessere.

Anche la contrattazione è parte del gioco, soprattutto in Egitto e Marocco. Inizia sempre col sorriso, ma non dimenticare mai la fermezza: se parli inglese o arabo, chiedi il prezzo esatto, che cosa include (per esempio, durata dell’escursione, foto, accompagnamento), e non aver mai paura di dire di no.

Attenzione ad espressioni come “pay what you want after” o “free picture”, perché purtroppo nascondono quasi sempre una richiesta insistente subito dopo. La parola magica, te lo ricordiamo, è “la-a”, con l’accento sul secondo suono, breve ma definitiva.

A livello pratico: indossa pantaloni lunghi e comodi, porta con te acqua, foulard, occhiali da sole, crema solare. Il movimento del cammello può essere ondeggiante: tieniti con le mani e rilassa le gambe, lasciandoti guidare dal ritmo. Salire e scendere può essere scomodo all’inizio, ma le guide, locali o internazionali che siano, sono lì per aiutarti quindi non esitare a chiedere.

Un ultimo consiglio: se ti senti a disagio, non sentirti in obbligo di proseguire. Puoi scendere e tornare indietro in qualsiasi momento. E soprattutto, se decidi di affittare un cammello, fallo sempre con il massimo rispetto. Per l’animale, per le persone che lo allevano… e soprattutto per te stesso e per i tuoi ritmi!

Come scrisse il poeta Omar Khayyam, “La speranza mondana a cui l’uomo affida il suo cuore / svanisce in cenere o prospera; e subito, / come neve sul volto polveroso del deserto, / illumina per un’ora o due, poi svanisce.”
E dunque, tanto vale viverla al massimo, quell’ora.

Quanto costa un cammello nella cultura araba: curiosità e simboli

Affittare un cammello

Il cammello, nella cultura araba e beduina, è considerato molto di più che un animale da soma. È un simbolo antico di resistenza, pazienza, ricchezza e orgoglio. Non a caso, in alcuni contesti, era considerato la forma più alta di dote matrimoniale: un segno concreto del valore della sposa, ma anche della generosità dello sposo. È da qui che nascono certe frasi che oggi fanno sorridere (tipo le mia proposta da “cento cammelli” che ancora oggi ci possono essere rivolte scherzosamente) ma che affondano le radici in un contesto ben più profondo.

Nei proverbi arabi, il cammello è spesso protagonista. Viene evocato per parlare di lentezza (positiva), di memoria incrollabile, ma anche per lanciare insulti velati: “tu sei un cammello che si crede una gazzella”, o “quello lì mangia come un cammello e lavora come un gatto”. La sua figura è legata anche alla poesia nomade, alla narrazione epica, al rapporto mistico con il deserto.

Persino nel linguaggio comune, dire a qualcuno “hai la pazienza di un cammello” è un complimento, mentre “non vale nemmeno la saliva di un cammello” è una delle offese più sottili.

Conoscere questi dettagli ti aiuta a capire che fare un giro in cammello non è solo una trovata turistica, ma un gesto carico di significati. E se lo affronti con rispetto e curiosità, anche il tuo piccolo giro tra le dune può trasformarsi in un straordinario incontro tra mondi.

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Immagine di Chiara Imbriani

Chiara Imbriani

Viaggiatrice, nomade digitale, musicista classica e web writer, è laureata al Conservatorio di Brescia e all’Università degli Studi di Pavia. Abituata ai viaggi fin dalla più tenera età, ha fatto suo il famoso motto di Isabelle Eberhardt: “A nomad I will remain for life”, e si è ben presto trasformata in un’esploratrice incallita, con il desiderio sempre vivo di coinvolgere tutti nelle sue splendide avventure.