Visitare il Museo Frida Kahlo è una esperienze più intense che si possano fare a Città del Messico, una destinazione di per sé già ricchissima di arte, storia e cultura. Questo, in particolare, è uno di quei luoghi magici dove non ci si limita ad una “semplice” esplorazione, ma si entra nel profondo dell’anima messicana e, nello specifico, di quella che è oggi considerata una delle più famose artiste del Novecento.
A differenza della maggior parte dei musei di Città del Messico, l’istituzione è piuttosto distante dal centro e si trova a Coyoacán, quartiere che un tempo era un pueblo (villaggio) a sé stante e che solo più tardi è stato inglobato nella metropoli. È un zona che ti consigliamo assolutamente di visitare, perché mantiene ancora l’atmosfera originaria, ma solo dopo un’imprescindibile tappa “da Frida”, presso la meravigliosa Casa Azul di Coyoacán.
Da sempre Frida Kahlo ha occupato un posto di rilievo nel panorama artistico mondiale, e le sue opere sono esposte nei più importanti musei latinoamericani, statunitensi ed europei. È però con l’uscita del film biografico “Frida” del 2002, diretto da Julie Taymor, che la sua figura ha varcato la soglia del mondo degli addetti ai lavori fino ad essere conosciuta e amata da un pubblico più ampio.
Certamente, l’interpretazione intensa di Salma Hayek ha contribuito ad avvicinare tutti noi alla storia tormentata e affascinante dell’artista. Ci preme però anche sottolineare che questa crescente popolarità ha portato con sé anche il rischio di semplificare eccessivamente la sua immagine, trasformandola in una sorta di icona pop che, sebbene attraente, ha in parte oscurato la profondità e la sofferenza reale che hanno permeato la sua esistenza e il suo lavoro.
Perciò, se ti trovi in Messico, non perdere l’opportunità di riscoprire la vera essenza di questa grande artista visitando il Museo Frida Kahlo. Camminerai tra le stanze della sua abitazione, entrerai in contatto diretto con alcuni dei suoi oggetti personali e delle sue opere d’arte e dei luoghi che hanno segnato la sua quotidianità. Immergersi nel mondo di Frida, lontano dalle belle ma troppo patinate rappresentazioni cinematografiche, sarà un’ esperienza coinvolgente che resterà per sempre nel tuo cuore.
Una nota pratica ma molto importante: la tua visita dovrà essere accuratamente pianificata. Casa Azul è piccola e molto frequentata dai visitatori, motivo per cui gli ingressi sono accuratamente gestiti per evitare affollamenti. Dovrai selezionare il giorno e l’orario della tua visita e prenotare il biglietto online, che riceverai sotto forma di codice QR da scannerizzare all’ingresso direttamente dal tuo smartphone (non è necessario stamparlo). Ti consigliamo di farlo con diverse settimane di anticipo, perché i posti sono davvero pochi!
Da dimora a istituzione culturale: breve storia del Museo Frida Kahlo

La Casa Azul di Coyoacán fu costruita nel 1904 dal padre dell’artista, Guillermo Kahlo, un affermato fotografo tedesco trasferitosi in Messico alla fine dell’Ottocento. Inizialmente una semplice casa in stile neocoloniale, è stata via via ampliata e personalizzata dai membri della famiglia, soprattutto dalla stessa Frida e dal marito Diego Rivera, con il quale trascorse qui gran parte della sua vita.
L’inaugurazione è avvenuta nel 1958, dopo la morte di Frida. Fu proprio Diego Rivera a rispettare le volontà della moglie di donare la casa e il suo contenuto alla nazione, per farne uno spazio dedicato alla sua memoria e al suo lavoro. La gestione fu affidata alla Fondazione Diego Rivera e, poi, al Fideicomiso de los Museos Diego Rivera y Frida Kahlo, che attualmente è ancora responsabile dell’amministrazione del luogo.
Particolarmente curato e ben gestito, il Museo richiama ogni anno centinaia di migliaia di persone da tutto il mondo. Non solo appassionati d’arte, ma anche visitatori in cerca di un contatto diretto con la vita di Frida, una donna che ha sublimato la sua sofferenza in una forma espressiva artistica potente, senza filtri né compromessi.
Preparati ad entrare nel giardino del famoso edificio azzurro intenso. Il primo elemento che colpirà la tua immaginazione sarà l’iconica scritta incorniciata di rosso, che recita: “Frida y Diego vivieron en esta casa 1929-1954”. Benvenuto!
Dentro il mondo di Frida: l’esposizione permanente

Quando varcherai la soglia di Casa Azul, attraverserai gli spazi che ancora oggi raccontano gli affetti, le vicende familiari, l’innata passione per l’arte e l’amore per il Messico che caratterizzavano Frida. Come vedrai, le stanze conservano alcune delle sue opere originali (più alcune riproduzioni di altre opere famose esposte nei musei di tutto il mondo) e, soprattutto, i frammenti del suo quotidiano, sapientemente integrati in un percorso che unisce biografia, estetica e memoria collettiva.
La stanza e l’atelier dell’artista

Nella Recámara de la artista, si trova ancora oggi il letto a baldacchino con lo specchio appeso sul soffitto. Fu la madre a farlo installare dopo il tragico incidente in tram del 1925, che costrinse Frida a immobile a letto per nove mesi. Ed è proprio in questo drammatico frangente che, osservando il proprio riflesso, si cimentò nei suoi primi esperimenti di pittura.
Su quello stesso letto è esposta oggi anche la sua maschera mortuaria, avvolta in uno scialle a strisce bianche e blu e, sulla parete accanto, è esposto un paio di stampelle, a testimonianza silenziosa del dolore che Frida dovette sopportare per tutta la vita. Ma, oltre a questi aspetti sicuramente drammatici, a Casa Azul incontrerai anche innumerevoli manifestazioni di gioia e amore per la vita.
Certo, anche nel suo studio è presente un simbolo di sofferenza: la sedia a rotelle posta proprio di fronte al cavalletto (un magnifico attrezzo regalato da Nelson Rockefeller), ma l’ambiente luminoso, sereno e ricco di colori ti incanterà. Ci sono ancora i pennelli, i tubetti di pittura originali, la scrivania ingombra di libri e carte e i vivaci quaderni e registri di Frida, proprio come se la pittrice fosse solo per un attimo uscita dall’atelier e potesse ritornare da un momento all’altro!
La stanza di Diego Rivera, la cucina e gli altri spazi principali

Passerai anche nella stanza di Diego Rivera, piccola e ordinata, ricca di arredi e dettagli che riportano al folklore messicano, nonché un dettaglio che ci ha fatto sorridere: il cuscino ricamato con un cuore rosso e la scritta “Despierta corazón dormido”. Alla parete, è ancora appeso uno dei suoi abiti: un piccolo segno della presenza viva dell’uomo che ha condiviso con Frida arte e passione.
Tanti piccoli oggetti personali, tra i diversi vani, i corridoi e il soggiorno, arricchiscono l’ambiente; troverai di tutto: maschere messicane e altri manufatti originali, medicine, ex-voto, gioielli, abiti e persino giocattoli. Tra i mobili, spicca una tenera panchina dipinta dall’artista quando era bambina, con la firma, un bel sole rosso e la data: 1910. Si può ben dire che nella vita di Frida la bellezza ha da sempre permeato ogni aspetto del quotidiano.
Passerai anche per la cucina. Spaziosa e ariosa grazie al suo soffitto alto, è uno degli ambienti più caldi e intimi. Giocata sui toni del giallo, espone ancora ceramiche tradizionali, utensili in terracotta e dettagli commoventi, come i nomi “Frida” e “Diego” presenti sulle pareti in alto. Composti con pietre colorate, sono un mosaico semplice e affettuoso testimone del loro amore.
Le mostre temporanee del Museo Frida Kahlo

Accanto all’esposizione permanente, Casa Azul propone sempre mostre temporanee, che cambiano periodicamente e si possono consultare sul sito ufficiale (dove troverai anche uno storico degli eventi già conclusi). Attualmente, ti segnaliamo un’esposizione interessantissima, che è stata inaugurata il 28 luglio 2023 in occasione del 65° anniversario del museo: “Un lugar lleno de lugares”.
Attraverso più di 200 oggetti e opere personali, la mostra ricostruisce la relazione profonda tra Frida, la sua famiglia e la loro abitazione. Tra i pezzi più affascinanti, ci sono schizzi e scarabocchi realizzati da Frida e dalla sorella Cristina (uno dei quali, tenero e infantile, mostra le due bambine che imparano le note musicali) e alcune delle pagine illustrate dei suoi diari. Commuove il disegno di due piedi spezzati su un piedistallo, accompagnato da una frase a penna del 1953: “Pies, para qué lo quiero si tengo alas para volar?”.
Accanto a pennelli, colori, fotografie di famiglia e piccoli oggetti che attirano l’attenzione (come uno stivaletto rosso fuoco allacciato con nastri di raso), un posto speciale è riservato al famoso quadro genealogico incompiuto, un autoritratto familiare in cui Frida si rappresenta insieme ai genitori, alle sorelle e agli antenati.
Attualmente è anche stata allestita, vicino all’uscita, una piccola mostra dedicata agli abiti dell’artista: gli huipil (capi tipici messicani), le voluminose gonne e i gioielli che tanto la caratterizzavano. Il titolo dell’esposizione è emblematico: Las apariencias engañan (“le apparenze ingannano”); sono esposti infatti anche i bustini e i tutori ortopedici che Frida era costretta a indossare sotto i suoi splendidi abiti variopinti.
Una passeggiata nel giardino della Casa Azul di Coyoacán

Dopo una visita agli interni del Museo, il percorso guidato ti porterà nel giardino interno che hai già intravisto all’entrata. Ben lungi dall’essere un semplice spazio decorativo, esso è parte integrante della casa e dell’universo poetico creato da Frida e Diego, un rifugio rigoglioso e ricco di colori che riflette la passione dei due artisti per la natura e per l’arte popolare messicana.
Ti consigliamo di prenderti tutto il tempo necessario per soffermarti nel giardino; questo è un luogo speciale, che va assaporato con calma, in puro stile slow travel. Puoi sederti sulle panchine, a un tavolino del piccolo (e assolutamente discreto) caffè interno, oppure ancora scegliere la piccola area allestita con sedute nella zona sopraelevata, dove ammirare filmati d’epoca della coppia.
Alberi tropicali, piante grasse e vasi dipinti a mano dominano lo spazio, sempre sullo sfondo dipinto del caratteristico azzurro che dà il nome alla casa, e la bellezza del giardino è completata dalla presenza di sculture precolombiane (alcune autentiche, altre riprodotte con cura) disposte con estremo gusto. Nelle pareti di pietra vulcanica, per esempio, le nicchie con statue preispaniche si alternano a grandi conchiglie incastonate nel muro, a sua volta sormontato da vasi di terracotta.
Un altro elemento che ti colpirà, nel cortile centrale, è la piramide a gradoni progettata da Diego Rivera per ospitare la collezione di sculture indigene che la coppia ha raccolto nel corso degli anni. Alcune delle più famose foto di Frida la ritraggono proprio qui, nel suo spazio verde privato, a leggere, scrivere o semplicemente osservare l’obiettivo con lo sguardo fermo e diretto che tutti abbiamo ormai imparato a riconoscere e amare. Goditi l’atmosfera!
Cosa vedere nei dintorni del Museo Frida Kahlo

Ti consigliamo di dedicare un’intera giornata al quartiere di Coyoacán perché, dopo Casa Azul, c’è ancora tanto altro da visitare! E non ultimo, ti consigliamo anche di prendere in considerazione questa zona per il tuo soggiorno a Città del Messico. A meno che tu non disponga di pochissimi giorni da trascorrere nella capitale (nel qual caso, è più pratico alloggiare nel centro storico), in quest’area, pur decentrata, ti troverai incredibilmente bene. Caratterizzato da strade alberate, edifici coloniali ben conservati e una piacevole atmosfera bohémien, il quartiere è vivibile e pulito, nonché ben servito dai mezzi pubblici. Difficilmente in altre zone della città troverai la stessa tranquillità.
Ecco cos’altro non perdere nei dintorni del Museo:
1) Piazza Hidalgo. Uscito da Casa Azul, esplora la vicina Piazza Hidalgo e il suo Jardín Centenario. Puoi rilassarti nel verde, passeggiare tra artisti di strada, fermarti in un caffè a bere un’ottima cioccolata calda come solo in Messico la sanno preparare e, in generale, apprezzare appieno l’ambiente rilassato che caratterizza questa zona.
2) Casa Museo di León Trotsky. A circa 500 metri troverai un altro museo, quello dedicato a León Trotsky, che fu l’ultima residenza del rivoluzionario in esilio. Troverai oggetti personali, fotografie e documenti storici relativi ad un personaggio centrale nella Rivoluzione Russa, il quale ebbe anche legami importanti con la coppia Kahlo/Rivera.
3) Mercado de Coyoacán. Nonostante l’afflusso turistico, dovuto ovviamente alla vicinanza con Casa Azul, il mercato mantiene un’atmosfera genuina ed è ampiamente frequentato anche dai locali. È un luogo perfetto dove trovare souvenir a tema Frida Kahlo, come borse, copricapi, abiti, accessori e quaderni (e tutto questo, detto fra noi, a prezzi molto più convenienti rispetto allo store del museo); e, rarità assoluta fra i mercati di Città del Messico, potrai pagare quasi ovunque con carta di credito.
A Coyoacán, poi, troverai numerosi ristoranti e caffè dove concederti una meritata pausa. Se vuoi provare del delizioso street food messicano in un ambiente informale e a prezzi record, ti segnaliamo Tostadas de Coyoacán. È uno dei pochi stand ad essersi guadagnato una meritatissima presenza su Tripadvisor e si trova proprio nel cuore del mercato.
Come vedi, passeggiare per il quartiere è un piacere in sé che merita una visita lenta, senza fretta. E, dopo aver visitato il Museo Frida Kahlo, scoprirai una Coyoacán familiare e sorprendente, fatta di luoghi dove l’artista ha vissuto quotidianamente, amato, immaginato e sognato.