I 5 migliori musei di Città del Messico: arte, storia e archeologia

Una guida ai musei più significativi di Città del Messico, tra arte, storia e identità culturale. Dal Palacio de Bellas Artes al Museo di Antropologia, passando per il Templo Mayor e il Soumaya, un viaggio attraverso le meraviglie della capitale!
Indice

Se sei una persona appassionata di arte e di cultura, troverai nei musei di Città del Messico una ricchezza a dir poco sbalorditiva, in genere sottovalutata da chi, magari in occasione del suo primo viaggio nel Paese latinoamericano, si limita a raggiungere le spiagge caraibiche di Cancún o della Riviera Maya. Sono certamente mete splendide, ma dopo averle visitate ti consigliamo di recarti nella capitale. Immensa, stratificata, spesso caotica ma sempre affascinante, essa custodisce un patrimonio storico e artistico che attraversa interi millenni e offre spunti preziosi e inediti per immergersi nell’identità profonda del Paese.

La rete museale della città è considerata universalmente una delle principali attrazioni di Città del Messico. Iniziamo col dirti che è una delle più vaste al mondo: si parla infatti di oltre 150 musei, distribuiti in tutti i quartieri, e capaci di restituire un’immagine vivida e complessa della cultura messicana (o, come ci ha insegnato a dire un professore di storia locale usando un termine nahuatl, mexíca). Quando esplorerai le collezioni della metropoli, compirai un vero e proprio viaggio nel viaggio: un’avventura indimenticabile attraverso le epoche e le influenze che ne hanno plasmato il volto attuale, così ricco e complesso.

La remota preistoria, i fasti dell’antico impero azteco, la violenta irruzione del colonialismo spagnolo, l’esplosione rivoluzionaria novecentesca (animata da quel fervore socialista che ritroverai nei murales di Diego Rivera come nella casa dove visse León Trotsky): ecco solo un assaggio di quello che incontrerai. E la stratificazione non è solo storica, ma anche spirituale, estetica, simbolica. Pensa solo alle famose Catrinas o al controverso culto della Santa Muerte: nella memoria collettiva e nelle tradizioni popolari c’è questo e altro: lo intuirai visitando il Museo di Antropologia, dove miti, maschere, calendari ancestrali e simboli cerimoniali raccontano l’anima profonda di un popolo che ha fatto del sincretismo culturale la propria forza.

150 musei sono davvero tanti, lo sappiamo, decisamente troppi per una vacanza. Noi ne abbiamo visitati diversi e, anche se non è stato facile scegliere, abbiamo creato per te una selezione ragionata di quattro tappe molto significative: luoghi imprescindibili per entrare davvero in sintonia con l’anima multiforme di questa città meravigliosa. Ma non sentirti per questo in obbligo di visitare tutti i luoghi che ti proponiamo: a volte, less is more. Scegli i musei che sono più in sintonia con i tuoi interessi e goditeli con tutta calma, per un’esperienza di viaggio profonda e rilassata. Sei pronto per iniziare?

1) Palacio de Bellas Artes

Attrazioni di Città del Messico

In pieno centro, a poco più di un chilometro dalla monumentale piazza El Zocalo, sorge il Palacio de Bellas Artes, un capolavoro architettonico che esprime la ricca storia culturale della città grazie alla fusione di stili diversi. La sua elegante facciata richiama immediatamente lo stile dell’Opéra di Parigi, a testimoniare di come il Messico di fine Ottocento fosse pronto ad accogliere lo stile di vita e il lusso della Belle Époque europea. Ed entrando, scoprirai un raffinato design Art Déco, i cui spazi maestosi sono impreziositi da ricercati dettagli in marmo e granito.  

La principale attrazione del palazzo sono i monumentali murales, una forma d’arte particolarmente diffusa in America Latina, che in questo museo sfoggia i suoi migliori frutti, concepiti dalla sensibilità dei più celebri artisti messicani. Visitatori da tutto il mondo arrivano qui per soffermarsi su due grandi capolavori di Diego Rivera che colpiranno la tua fantasia.

Il primo, intitolato “El hombre controlador del universo” (1934) è una versione dell’opera originariamente commissionata per il Rockefeller Center di New York e successivamente distrutta (se non conosci la vicenda, puoi vederla con i tuoi occhi nella famosa scena del film Frida, in cui la coppia Rivera/Kahlo vive i successi e le disillusioni della Grande Mela). L’affresco, complesso e dettagliato, ti affascinerà al primo sguardo. Rappresenta una visione fantasiosa della società messicana all’epoca della Grande Depressione, dominata da una figura allegorica centrale che rappresenta l’umanità in bilico tra evoluzione e crisi economica.

Ti consigliamo di approfittare delle ampie e comode panchine per osservare tutti i dettagli dell’opera: le quattro ali d’aeroplano, i simboli del progresso scientifico (come la vivida radiografia del teschio, i macchinari e i profili delle fabbriche) e il popolo messicano in rivolta sul lato destro. Tra i visi raffigurati, emerge un fedele ritratto di Lenin, che sottolinea l’influenza delle ideologie socialiste nell’opera di Rivera.

Il secondo importante murale dell’artista è “Carnaval de la vida mexicana”, che raffigura in tre vivaci pannelli scene folkloristiche del carnevale locale. Puoi tranquillamente ammirarlo per mezz’ora scoprendo costantemente dettagli nuovi: danzatori in costume, maschere tradizionali, cavalieri armati di spada, scheletri elegantemente vestiti e musicisti aztechi con i loro strumenti tradizionali. Sebbene incentrato sulla ricchezza culturale e le tradizioni popolari del Messico, anche quest’opera mantiene una sottile ma penetrante critica sociale.

Se vuoi approfondire ulteriormente, approfitta dei grandi pannelli multimediali touchscreen presenti nella sala: troverai tutti i dettagli che più ti interessano. E, se viaggi con tutta la famiglia, puoi far partecipare i più piccini alle attività interattive a loro dedicate che si tengono di fronte all’opera principale, sia in spagnolo che in inglese.

Oltre ai capolavori di Rivera, Bellas Artes ospita le opere di altri illustri muralisti messicani:

  • José Clemente Orozco, con il suo potente “La catarsis”,
  • David Alfaro Siqueiros, autore de “La nueva democracia”, un’opera dedicata alla lotta per la libertà e la giustizia sociale,
  • Rufino Tamayo, che ha contribuito con “Nacimiento de nuestra nacionalidad” alle rappresentazioni simboliche dell’identità culturale messicana.

Vuoi proseguire la visita? Al terzo piano troverai curatissime esposizioni di arte contemporanea. E, se alloggi nei pressi del museo, puoi tornarci per ascoltare i suoi concerti di musica classica, che mantengono tuttora viva la tradizione artistica per cui era stato originariamente concepito.

Dopo aver esplorato Bellas Artes, uno dei più intensi musei di Città del Messico, il nostro migliore consiglio è di rilassarti nel vicino parco Alameda Central, tra fontane e piante rigogliose. Nel fine settimana gli abitanti del posto ballano allegramente la cumbia per strada e troverai, per di più, banchetti di souvenir e di delizioso street food.

2) Museo Frida Kahlo/Casa Azul

Dopo aver ammirato i murales di Diego Rivera del Palacio de Bellas Artes, ti consigliamo caldamente di proseguire la tua esplorazione artistica entrando nell’universo intimo e visionario di Frida Kahlo, sua compagna di vita e figura centrale dell’arte messicana del Novecento. Puoi farlo visitando un’altro dei migliori musei di Città del Messico: Casa Azul, che incontrerai nel quartiere di Coyoacán, ad una certa distanza dal centro della città.

La dimora di Kahlo e Ribera, oggi trasformata in un museo, è un luogo carico di memoria e poesia in cui le stanze, i giardini e le esposizioni raccontano in modo coinvolgente la vita della pittrice, i suoi dolori, la sua forza e la sua creatività. Non troverai tantissime opere dell’artista, che sono per la maggior parte esposti in grandi musei sia messicani che internazionali, ma sarà comunque un’esperienza straordinaria.

Potrai vedere, per esempio, i suoi oggetti quotidiani, i suoi diari, la sedia a rotelle da cui dipingeva e il suo atelier, rimasto praticamente intatto. L’arredamento delle stanze è stato il più possibile conservato ed è una vera emozione entrare nel mondo quotidiano della pittrice, che include anche una collezione dei suoi iconici abiti. Importante: per entrare, dovrai obbligatoriamente effettuare la prenotazione anticipata tramite il sito ufficiale del Museo Frida Kahlo.

Se vuoi conoscere tutti i dettagli di questo museo, in questo articolo abbiamo approfondito la Casa Azul di Frida Khalo.

3) Museo Nazionale di Antropologia

Attrazioni di Città del Messico

Per visitare il Museo Nazionale di Antropologia, dovrai allontanarti un bel po’ dal centro storico, ma vale assolutamente la pena di investire in una corsa Uber per raggiungerlo nei pressi del Bosque de Chapultepec. Da El Zocalo, a seconda del traffico, impiegherai circa venti minuti. Per apprezzarlo al meglio, ti consigliamo di dedicargli una mezza giornata: è un’istituzione vasta e grandiosa paragonabile, per importanza e genere, a istituzioni come il Museo Egizio del Cairo.

L’edificio è stato inaugurato nel 1964 e, nei suoi 44000 metri quadrati ospita oltre 20 sale espositive. Al piano terra, le sale archeologiche sono dedicate alle principali civiltà precolombiane: Aztechi, Maya, Olmechi, Toltechi, Zpotechi e Mixtechi. Tra i sui reperti più celebri troverai la famosa Pietra del Sole (comunemente nota come “Calendario Azteco”), la statua della dea Coatlicue (che rappresenta la madre terra) e la sublime maschera funeraria di K’inich Janaab’ Pakal, il sovrano maya di Palenque.

Se sei interessato anche alle culture indigene, prosegui la visita al piano superiore. Fra le attrazioni di Città del Messico, infatti, il Museo di Antropologia non brilla solo per la sua collezione dedicata alle antiche civiltà ma anche per la sezione dedicata all’etnografia, dove potrai apprezzare una panoramica completa sulle tradizioni e la vita quotidiana delle diverse popolazioni originarie della zona. Scoprirai oggetti di uso quotidiano, abiti tradizionali, strumenti musicali e vivacissime opere di artigianato, corredate da ricostruzioni a grandezza naturale di ambienti domestici appartenenti a diverse epoche e classi sociali.

Oltre che vasto e interessante, il museo è ben organizzato e in ottimo stato. Dopo la visita, puoi fermarti a bere una deliziosa cioccolata calda nel bar interno o visitare lo store, ricchissimo di souvenir e idee regalo (sebbene non particolarmente economico).

4) Templo Mayor

Attrazioni di Città del Messico

Torniamo ora in centro, a pochi passi dalla maestosa El Zocalo, per presentarti un altro dei più importanti musei di Città del Messico: il Templo Mayor. Si tratta per la precisione di un sito archeologico, che cela i resti di uno dei principali centri cerimoniali dell’antica Tenochtitlàn. Se sei affascinato dalle civiltà precolombiane, dopo aver esplorato il Museo di Antropologia il passo successivo è proprio visitare questa tappa, un’autentica finestra aperta sul glorioso passato della civiltà mexìca.

Il Grande Tempio era il fulcro religioso e politico dell’impero azteco, in un’epoca remota in cui la città era ancora percorsa da canali e punteggiata da laghetti (ne rimane traccia nel nome della stazione Lagunilla, punto di partenza ideale per visitare il turbolento e vivace quartiere di Tepito). Ancora oggi si può ammirare la sua imponente struttura a piramide, che ospitava due santuari: uno dedicato a Huitzilopochtli, dio della guerra e del sole, e l’altro a Tlaloc, dio della pioggia e dell’agricoltura. Un tempo, le due strutture erano dipinte l’una di rosso e l’altra di blu, per sottolineare la differenza e la complementarietà di queste due forze.

Costruito intorno al 1324, subì diverse fasi di ampliamento fino al 1487 fino a raggiungere dimensioni impressionanti. È un vero peccato che nel 1521, con la conquista spagnola guidata da Hernan Cortés (che sconfisse l’ultimo re azteco proprio a Lagunilla), il Templo Mayor fu quasi completamente distrutto e sostituito, simbolicamente, dalla Cattedrale. Ma, grazie agli scavi archeologici, potrai comunque ammirare i resti di questa grandiosa struttura e visitarne il Museo, che ospita oltre 7000 reperti rinvenuti nell’area, come il bellissimo monolite di Coyolxauhqui, che raffigura la dea della luna.

Non hai ancora visitato la Cattedrale Metropolitana? Se non sei troppo stanco, approfittane subito dopo essere uscito dal Templo Mayor. La sua architettura coloniale in stile barocco e la sua magnificenza ti incanteranno e, buono a sapersi, l’ingresso è totalmente gratuito.

5) Museo Soumaya

Musei di Città del Messico

Tra le attrazioni di Città del Messico, non possiamo non includere il Museo Soumaya, un’istituzione culturale che troverai nel moderno quartiere di Polanco e che ti piacerà sia per la sua architettura avveniristica che per la ricchezza delle opere esposte. È stato fondato nel 1994 dalla Fundaciòn Carlos Slim in memoria di Soumaya Domit, moglie del magnate Carlos Slim Helù, con lo scopo nobile di rendere l’arte contemporanea accessibile a tutti.

L’edificio ti colpirà per la sua raffinatezza. Progettato dall’architetto Fernando Romero, presenta una struttura asimmetrica alta 46 metri, rivestita da oltre 16000 pannelli esagonali di alluminio lucente. La superficie riflette la luce, creando effetti straordinari che mutano via via con il passare delle ore. Non meno interessante è l’interno, che si sviluppa su sei piani collegati tra loro da una rampa elicoidale che evoca, se la conosci, la celebre spirale del Guggenheim di New York.

La collezione del Museo Soumaya è straordinariamente vasta, con oltre 70000 opere che spaziano dal XV al XX secolo, anche se sono soprattutto le opere moderne ad attrarre i visitatori. Per esempio, qui troverai la seconda più grande raccolta al mondo delle sculture di August Rodin (con opere tipo “Il Pensatore” e “La Porta dell’Inferno”). E ritroverai gli artisti di Bellas Artes: Rivera, Orozco e Siqueiros, insieme a capolavori di maestri europei quali Tintoretto, El Greco, Rubens, Monet, Renoir e Van Gogh.

Accanto all’arte messicana moderna e contemporanea, quindi, incontrerai esponenti di spicco dell’arte mondiale di tutte le epoche, da apprezzare in un ambiente curato e sofisticato, all’altezza dei più grandi esperti di arti visive. Raggiungerlo a Polanco non è difficile perché è servito dalla metropolitana e, se dopo la visita vuoi immergerti nello spirito del quartiere, puoi percorrere le sue vie ricche di boutique di lusso, caffè e ristoranti di altissimo livello.

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Immagine di Chiara Imbriani

Chiara Imbriani

Viaggiatrice, nomade digitale, musicista classica e web writer, è laureata al Conservatorio di Brescia e all’Università degli Studi di Pavia. Abituata ai viaggi fin dalla più tenera età, ha fatto suo il famoso motto di Isabelle Eberhardt: “A nomad I will remain for life”, e si è ben presto trasformata in un’esploratrice incallita, con il desiderio sempre vivo di coinvolgere tutti nelle sue splendide avventure.